Dopo più di un decennio ho sentito forte il richiamo per il film del 1995 “La piccola principessa”, forse perché è un periodo in cui sento messa a dura prova la mia autostima e dignità.

Temevo di non riuscire più ad emozionarmi come quando ero una bambina, non permettendo che la forza delle immagini mi infondesse coraggio. Invece sono rimasta stupita dalla capacità che ha questo film di emozionare persone di tutte le età, ed essere ancora pienamente attuale.

C’è sempre nella nostra vita quel “superiore” che ci vuole far credere che i nostri sogni non valgano niente, esiste ancora quella mentalità che attribuisce il valore personale solo  alle persone che raggiungono un certo prestigio economico.                                                      Per un momento anche Sara, la protagonista, cede, di fronte al dolore della perdita del padre,  alla nuova situazione di vita in cui questo evento, già dolorosissimo, la porta.

 Fino a che il dolore le rende cieco il cuore nulla cambia e la sua storia sembra volgere verso  il più tragico dei finali.                                                               Invece attraverso la gentilezza ritrova la sua forza e riesce ad alzare lo sguardo al di là del dolore e della brutta realtà in cui è stata catapultata.

 Ritrova di nuovo la capacità di donare ciò che la rendeva speciale, di condividere, di credere di nuovo nei valori dell’amicizia, della magia, del coraggio.                                                           “Siamo tutte principesse” è l’invito rivoltoci da Sara a sentirci sempre speciali, non importa cosa facciamo, quanti anni abbiamo, di che colore o religione, siamo tutti dei tesori e nessuno deve avere il potere di farci credere non sia così.

Al di là delle favole, che hanno una grande forza motivante proprio per queste immagini magiche, la vita non è poi così diversa. Tutti siamo speciali e abbiamo qualcosa da donare a qualcuno che sta aspettando proprio quel nostro dono. C’è una massima di saggezza che mi piace molto e dice più o meno così: “Non è ricco colui che ha molto, è ricco colui che dona molto”.

 La mentalità cinica e individualista ci spinge ad accumulare, a soppesare ciò che investiamo, a calcolare le nostre finanze, ma non fa che renderci più poveri, non solo per la sensazione di non avere mai abbastanza, ma perché ci rende poveri d’animo.

 Possiamo avere solo un panino ma, condividerlo con un amico, può renderci più ricchi rispetto all’avere un yacht da soli in compagnia di una bottiglia di Champagne.

Ci pensa la vita a fare il resto.

Non sempre. A volte ci sono lezioni da imparare.

Ma la perseveranza, il coraggio, la fiducia, l’amicizia nel suo senso più alto, sono gli unici strumenti per vivere una vita capace di sorprenderci con la sua MAGIA. Perché senza magia nella vita ci sarà sempre qualcosa che manca.

Il vero RE e la vera REGINA lo sono perché anche nella bettola piu misera e con gli stracci più sudici sarebbero capaci di gentilezza, forza, coraggio, amore per il prossimo.

Mentre anche il più ricco, nel castello più bello, se avido d’animo, maleducato e sfruttatore dei più deboli, altro non sembrerà, agli occhi del Sole e delle Stelle, che un maiale che grugnisce nel suo porcile.

Gli occhi del Cielo guardano la ricchezza dell’anima.

 

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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