Quante strade abbiamo percorso e quante ne percorreremo ancora, spesso senza neanche accorgercene, lasciandoci trasportare dal flusso della vita. Il vento ci spinge in avanti, delle volte  coccolandoci come una leggera brezza estiva, altre volte come un uragano stravolgendo i nostri piani. Il divenire delle cose è inarrestabile. Vorremmo che i fiori non appassissero mai, forse per questo li abbiamo creati finti, vorremmo che tutti gli amori durassero per sempre e per questo abbiamo un disperato bisogno di favole a lieto fine.

La vita, però, non è così, ha i suoi piani che noi non conosciamo e che sfuggono al nostro controllo, nonostante tutti i nostri sforzi per regolarla.

Qualcuno l’ha odiata per questo, Lucrezio con la sua natura indifferente ai nostri  affanni, la natura imponente e crudele di Leopardi. Altri, invece, l’hanno amata proprio per questo suo essere inarrestabile e ineludibile, “Cogli la rosa quando è il momento” sentiamo dire nel dramma dell’attimo fuggente che invita a vivere la vita con follia e pienezza, Carpe Diem direbbe Orazio. Achille in Troy diceva a Briseide ” gli dei ci invidiano perché per noi ogni momento potrebbe essere l’ultimo, e tu non sarai mai più bella di questo momento”. Così neppure Dorian Grey riesce a fermare l’appassire della sua anima mentre tenta di sfidare la mortalità della sua condizione umana.

Ci sono quelle domande facili a cui l’uomo ha trovato una risposta, altre su cui si sono interrogati tutti i grandi e nessuno ha saputo rispondere con certezza. Come va vissuta questa vita e perché? Qual’è il suo scopo.

La natura ci insegna che la morte non è la fine di tutto, ma rappresenta solo il passare delle stagioni.

La vita è separazione, è cambiamento, e nessuna legge può fermare questo. Possiamo opporci con violenza alla natura e scatenare la sua ribellione nei nostri confronti, o possiamo accettarla.

Un film mi ha fatto molto riflettere su questo: ” La grande bellezza”, in cui la morte, la bruttezza, la miseria aleggiano come uno spettro sull’immensità della Città Eterna, in cui il sole continua a sorgere, e il suo finale enigmatico con il ritorno alle radici. Perché poi dei fiori che appassiscono, delle foglie che cadono, le radici restano per dare ancora nuovi frutti, nuovi fiori, nuove foglie.

La nostra vita come frutti della terra è breve, per questo, che ci piaccia di più il sentiero di campagna o l’autostrada dove si sfreccia, dovremmo non sprecarla e  provare il piacere e il bello che questa ha da offrirci.

Le nostre radici, invece, resteranno, quanto meno fino alla fine del mondo.

Per questa ragione, l’unico sentimento che ha spinto l’uomo ad agire al di là del suo egoistico piacere, e al di là della paura, è stato l’amore per le grandi radici dell’umanità, per sua madre Terra e suo padre Cielo.

In questa grande avventura chiamata vita non c’è nulla di più importante delle strade che sceglieremo di percorrere, perché è il modo in cui scegliamo di partecipare alla crescita di questo grande albero di cui noi tutti facciamo parte.

Ogni nostra piccola scelta rimarrà impressa nella sua storia, anche se non avremo un nome da protagonista, ma saremo semplicemente comparse.

Così scegliamo la nostra storia, e poi ” the future is not our to see che sarà sarà”.

 

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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