La capacità di sfruttare le critiche come carburante motivazionale di crescita  è sempre più necessaria in un mondo in cui il successo passa dal confronto con i social, di qualunque tipo essi siano.

Se fino a qualche anno fa ci si poteva nascondere dietro il rifiuto intellettuale di esporsi in gabbie come animali allo zoo, è diventato inevitabile confrontarsi con un numero indefinito di persone anche per esigenze basilari come il lavoro. Basti pensare che una delle più grandi piattaforme di ricerca del lavoro, dal lato dell’offerta e della domanda, è linkedin in cui bisogna raccontare le esperienze fatte, gli interessi, il numero di contatti che si hanno eccetera.. e chiunque sia a questa iscritto può vedere tutto ciò, entrando in una parte personale della nostra vita.

Per alcune persone la possibilità di esporsi pubblicamente è diventata la ragione della loro fortuna. Si possono raccontare i propri viaggi, i propri gusti personali, i propri partner, e quello che un tempo sarebbe stato considerato un egocentrismo smisurato è diventato un lavoro.

Sotto molti aspetti questo mondo virtuale può essere criticato, ma questo non renderà nessuno un vincente.

Come disse il grande stratega militare Giulio Cesare : ” se non puoi sconfiggere il tuo nemico alleati con esso”.

D’altronde i social hanno moltissimi aspetti positivi come ad esempio la capacità di sensibilizzare l’opinione pubblica  su tematiche specifiche, la possibilità di rimanere in contatto con un numero elevatissimo di persone, la possibilità di esprimersi pubblicamente senza doversi impegnare eccessivamente.

Uno dei disturbi più frequenti fra le persone è il disturbo d’ansia sociale che comporta un vero e proprio attacco di panico al solo ipotetico pericolo di essere giudicati dagli altri, questi altri che diventano un nemico invisibile che si insinua all’interno della mente e blocca la possibilità di esprimere il meraviglioso mondo, fatto di luci ed ombre, che ciascuno ha dentro.

Ci sono tante strade per affrontare la paura di essere giudicati e non è  una cosa facile perché richiede il coraggio di credere in sé stessi.

Mi chiedo spesso come si siano sentiti i personaggi famosi in alcune fasi della loro vita. Chissà se Brad Pitt si è mai svegliato una mattina sentendosi brutto, se Albert Einstein si è mai sentito stupido, se Luciano Pavarotti ha mai pensato di non essere bravo a cantare. Secondo me sì, e di alcune di queste crisi di identità ne abbiamo anche testimonianza. Ad esempio i Beatles sono stati rifiutati da tantissime case discografiche prima di sfondare nel mondo della musica, Steve Jobs la cui testimonianza è stata oggetto di una lezione a Stanford aveva perso il posto di lavoro, Walt Disney fu licenziato per mancanza di immaginazione e così tanti altri ancora.

Chi è sempre stato bravo, chi non è mai caduto, a parte suscitare la mia curiosità di sapere come abbia fatto a vivere la vita, che interesse avrà a dimostrare di essere diverso da un giudizio positivo?

La grandezza di un uomo, secondo me, si misura sulla forza che ha avuto di rialzarsi e di usare il dolore del rifiuto, la frustrazione della critica come motivazione per dimostrare di essere migliore.

E’ vero che il modo per non subire l’ansia è avere un’autostima che prescinda dal giudizio altrui, ma trovo quasi impossibile non soffrire davanti al giudizio di qualcuno che può determinare le sorti della nostra vita.

Allora è proprio in quel momento che tiriamo fuori il nostro lato eroico.

Come disse Zeus ad Hercules, nell’omonimo cartone animato, ” il vero eroe non si dimostra dalla forza dei suoi muscoli, ma dalla forza del suo cuore”.

E’ nel momento in cui la vita ci sfida che possiamo dimostrare la forza dei nostri sentimenti, la forza di non abbandonarci anche quando tutto crolla.

L’eroe altro non è che un uomo che ha deciso di non arrendersi.

Questa forza la possiamo trovare solo nelle cose che amiamo veramente, perché quando tutte le luci si spengono, le cose che amiamo sono le sole luci che possono illuminare il buio dentro di noi.

Quando la notte si fa buia, resta in silenzio e lascia che il cuore ti mostri le immagini che ha conservato per questo momento.

Troverai il sorriso di un genitore, le parole di un amico, gli incoraggiamenti di un insegnante, le parole di un personaggio che stimi, una canzone, il volto della persona che ami, un sogno nel cassetto.

Devi solo lasciare che il cuore ti mostri la strada giusta, nessuno ti conosce meglio di quel motore che ti manda avanti da quando sei nato, di quell’energia che ti illumina quando sei sulla strada giusta, ma che ti consola quando hai preso la strada sbagliata.

“Il tuo cuore è libero, abbi il coraggio di seguirlo” Braveheart.

 

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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