Caro Papa,

ieri per l’ennesima volta, un prete si è sentito nell’impossibilità morale di assolvermi perché CONVIVO.

Inevitabilmente, non potendo confessarmi, non posso partecipare alla comunione, e allora mi viene da chiedermi: ” che senso ha andare ad una cena dove mi è proibito sedermi a tavola a mangiare con i miei commensali?

Il problema è poi che se Gesù Cristo non ha giudicato neanche il peggiore degli uomini,  uomini che noi tutti troveremo riprovevoli, un prete che vive nella città che ospita il tuo Stato, non in un paesino sperduto, può avere il diritto di farmi sentire così indegna da non meritare ascolto e perdono.

Innanzi tutto c’è un errore logico evidente. Come un assassino, un ladro, un bestemmiatore, un invidioso, un maniaco può pentirsi e cambiare vita, anche un convivente può, grazie alla confessione, scegliere di sposarsi il giorno dopo. Con le porte sbarrate difficilmente verrà a bussare per sposarsi.

Il matrimonio è una cosa troppo importante, che non può essere scelta solo per fare SESSO in Santa Pace.

Ma poi caro Papa, con il disastro che c’è nel mondo, davvero il male è l’amore?

In questo mondo governato dalla violenza, dai soldi, dal potere personale, davvero l’amore, anche se un po’ incosciente, è il nemico?

Cosa ne sarebbe del mondo se le persone smettessero di amarsi e vedessero l’amore come un fatto giuridico?

Se questo mondo, di cui tanto spesso mi vergogno, è ancora un luogo abitabile è perché esiste l’AMORE.

L’amore per una persona fragile come te, con la quale provare a costruire qualcosa di più forte nella speranza che questa duri PER SEMPRE.

Per arrivare però a costruire qualcosa di duraturo serve del tempo, bisogna conoscersi fino nel profondo. Non è peggio poi divorziare, magari con i figli che pagano per un matrimonio che non doveva celebrarsi?

È davvero un peccato riflettere bene prima di sposarsi e nel frattempo amarsi, senza reprimere il bisogno di tenersi stretti in questo mondo in cui si gela dal freddo?

Se qualcuno pensa che sia solo per il sesso è perché il MALE è nei suoi pensieri.

Nessuno dovrebbe sentirsi sporco perché AMA. Forse dovrebbe farlo se il desiderio a forza di essere represso diventa una malattia.

Dovresti essere felice se c’è ancora chi ha il coraggio di viverlo pienamente e permette all’amore di renderlo una persona migliore, meno egoista, capace di pensare al bene di un altro, anche sacrificando il suo bene.

S.Agostino diceva “Ama e fa ciò che vuoi”, Cristo “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Dopo oltre 2000 anni, invece, c’è ancora chi giudica l’amore, ma si siede al tavolo con i potenti che affamano e derubano il mondo.

Caro Papa, spero che al di là degli slogan tu faccia qualcosa, perché se nel mondo c’è ancora una SPERANZA  quella è l’amore.

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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