Il terzo principio della dinamica  dice che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, questo vuol dire che ogni azione compiuta da un corpo ha degli effetti sulla realtà che servono a controbilanciare quell’azione per riportare lo stato delle cose in equilibrio.

Con il mio barbaro linguaggio in materia non voglio dire nulla che non sia già stato dimostrato, ma solo fare una riflessione su quanto la nostra vita sia costruita, consciamente o inconsciamente, da tutte quelle impercettibili o percettibili azioni che noi compiamo ogni giorno.

Anche questo lo sappiamo un po’ tutti, lo sanno anche quelli che si ostinano a prendersela con il destino, così come anche quelli che, invece, lo rimettono totalmente nelle mani divine.

Circa sette anni fa comprai il mio primo libro di fisica quantistica applicata e fra i miei coetanei, almeno allora, non era molto diffuso il tema.

Oggi, anche se non abbiamo idea di cosa ci spinga a dare retta a certe idee, la maggior parte delle persone parla di Karma, del potere del cervello di influenzare gli eventi, legge i blog dei mental coach e cerca di provare a prendere il controllo della propria vita per raggiungere i risultati sperati, grazie alla diffusione della psicologia e della filosofia new age.

karma

Ben lontani dalla vera e profonda consapevolezza, si è però raggiunta una maggiore conoscenza del modo per raggiungere l’effetto desiderato.

Qualche settimana fa ho letto un’ottima recensione di un romanzo appena uscito di Elan Mastai “Tutti i nostri oggi sbagliati” , così l’ho comprato.

Se sono qui a rifletterci su, ovviamente lo consiglio a mia volta.

Non è un libro rivoluzionario perché il film The butterfly effect ha fatto scuola sul tema, ma in questo romanzo viene approfondito l’aspetto della coscienza e questo lo rende un po’ più reale, ci permette di immedesimarci nei personaggi e chiederci: noi cosa faremo al posto loro?

Quante vite abbiamo vissuto, quante ci hanno sfiorato prima di cambiare strada, quante possibili vite ci sono passate davanti?

Alcuni si sentono intrappolati nel passato. Quelli che qualcuno definisce i depressi.

Sono quelle persone che non riescono a riconoscersi nel presente che si è costruito in seguito a delle scelte o non scelte di cui non sono stati consapevoli, di cui non riescono a capire il senso, in cui non riescono a riconoscersi. E lì si perdono, non riuscendo ad andare avanti con quello che ormai è il futuro che gli si presenta davanti, che forse poi non è male. E’ solo diverso da come sarebbe potuto, e forse dovuto, essere.tempo

Ma il tempo ormai è andato e non ritorna più, che ci piaccia o no. Possiamo cambiare il futuro agendo nel presente, il passato, invece, resta una malinconica fantasia sulla quale possiamo costruire le nostre storie, il finale alternativo, però, non può essere creato cancellando quello che è stato.

E’ vero, possiamo continuare a chiederci come sarebbe andata se quella volta avessimo saputo dire le parole giuste, se avessimo saputo reagire, se ci fossimo amati, se avessimo avuto più coraggio. Ma il nostro finale alternativo non cambierà le cose.

Il passato parallelo è una fantasia che poi forse non sarebbe una poi così bella fantasia se si realizzasse. Il futuro parallelo invece esiste.

Ogni giorno davanti a noi si giocano un’infinità di carte che possono cambiare radicalmente la persona che saremo.

causa

 

Se si vuole cambiare l’effetto, bisogna cambiare la causa che dà origine a quell’effetto.

Non importa quanto lontano ti trovi da dove vorresti arrivare, quanti debiti devi saldare ( materiali e morali) , gli strumenti che hai a disposizione per riuscirci, quello che importa è iniziare la lenta trasformazione che ogni giorno prenderà sempre più forma.

Quello che viene poco detto è che ci si perde tante volte lungo la strada, e la cosa peggiore è che mentre si cambia è difficile riconoscersi, ci sono giorni in cui non si sa chi ci sia nello specchio.

Ma andando avanti, tirando dritto sulla strada sulla quale ci si è indirizzati, piano piano il futuro prenderà forma.

Quello che alcuni non dicono per rendere più affascinante la promessa di cambiamento è che il futuro non sarà come ce lo immaginavamo.

Ciò che davvero non possiamo prevedere è come ci sentiremo, e come sappiamo il sentire è tutto.

Cos’è una canzone meravigliosa quando si è sordi, un panorama da togliere il fiato quando si è ciechi?

Forse per questo, quando esprimiamo un desiderio, per il nostro futuro, non dovremmo prestare troppa attenzione alle cose che vogliamo, ma a come vorremmo sentirci in quel momento.

I bambini desiderano essere un’infinità di cose e spesso che hanno poco a vedere l’una con l’altra. Eppure mentre sognano sono felici e scoprono quali sono le caratteristiche che vorrebbero avere da grandi.

stars

Determinazione, coraggio, combattività, creatività, sicurezza, controllo, cura.

Queste caratteristiche che vorremmo avere, le cataloghiamo in quello che già conosciamo, ma quello che non conosciamo può essere molto meglio.

 

 

 

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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