Mi piace pensare che l’amore, a dispetto di tutto ciò che si maschera e ha bisogno di un costume da indossare, si presenti nudo, senza fronzoli e senza regole, in tutto il suo impeto sovra-umano che domina la sciocca ragione incapace di vedere.

La morale è da sempre grande nemica dell’amore; la letteratura è ricca di tragiche storie come Tristano e Isotta, Paolo e Francesca, Romeo e Giulietta e perché non considerare anche i nostri sventurati, mitologici avi Adamo ed Eva.

Il motivo per cui la guerra tra morale e amore non avrà mai fine dipende dal fatto che l’amore sfugge a qualsivoglia possibilità di controllo. Rende indifesi, disaramati e nudi di fronte ai nostri desideri profondi, mentre la morale esige armi per mantenere l’ordine prestabilito e vesti per riconoscerci.

Davanti l’amore, invece, siamo tutti uguali benché diversi, perché l’amore penetra nelle viscere del nostro corpo, si impossessa del nostro cuore, del nostro stomaco, della nostra pelle e ci strazia l’anima se proviamo ad allontanarlo.

L’amore è totalmente irrazionale, non ha ragioni sociali, politiche, economiche, religiose o razziali.

Si ama e basta.

Non perché quella persona sia quella giusta, non perché sia quella che più converrebbe scegliere. Ci si innamora perché il cuore comincia a battere come se avesse una vita propria, perché la pelle diviene sensibile all’aria e sembra che cerchi di sussurrare qualcosa, perché quando si vede la persona amata si scopre cosa voglia dire essere felici e si cerca disperatamente di rincorrere quell’emozione per evitare che il tempo la modifichi.

Per questo gli innamorati hanno fretta, sanno che la vita è breve e che oggi è l’unico giorno certo.

Gli innamorati non hanno paura di ciò che succederà, perché amare è l’unica scelta che hanno.

Gli innamorati sono felici, anche quando tutto quello che li circonda è triste e drammatico.

Gli innamorati sognano e questo permette loro di dare un senso alla realtà.

Quando non ci è permesso di amare, non ci è permesso di essere felici. E se non ci è permesso di essere felici, non ci è permesso di vivere.

La morale vorrebbe che tutti vivessimo secondo le stesse regole, l’amore esige che ognuno trovi la sua unicità.

Chissà cosa accadrebbe se tutti avessimo la grande occasione di amare. Forse saremmo tutti felici, nessuno sarebbe più interessato al possesso, la povertà scomparirebbe, coopereremmo tutti insieme per la nostra sopravvivenza sul pianeta e balleremmo, canteremmo, suoneremmo, dipingeremmo e faremmo ciò che ci rende felici e ci permette di sopravvivere.

 

Non esiste un amore morale e un amore immorale!

Per me non potrebbe essere diversamente considerando che il mio film d’amore preferito è “Pretty woman”, nella cui trama l’amore non solo non conosce condizioni economiche né sociali, ma non necessita neanche di usare tutte quelle buone maniere che secondo alcuni sono necessarie durante il corteggiamento.

Tutt’al più, esistono persone che hanno dei problemi, derivanti dal loro vissuto, e questi problemi distorcono la loro capacità di amare.

Altrimenti non esisterebbero i pedofili e persone che uccidono in preda ad un raptus di folle gelosia.

Però, sembra esserci una strana coincidenza fra il benessere degli Stati e la libertà di amare.

Nei paesi in cui l’amore è represso dalla morale, il tasso di violenza e il malessere cresce.

Soprattutto nei paesi dove la religione ha un peso molto forte sulla coscienza individuale i casi di pedofilia e omicidi per tradimento aumentano esponenzialmente,

L’amore ha bisogno dello spazio per poter crescere e della libertà per permettere che le sue ali volino.

Senza spazio non può nascere, senza libertà soffoca.

Un poeta del 1200 diceva:

«Al di là di quello che è giusto e sbagliato lì fuori c’è un giardino ed è lì che ti aspetterò». (Rumi)

Questa bellissima poesia che ho scoperto grazie al film sulla principessa Diana, mi fa venire ogni volta la pelle d’oca, perché nel mio cuore risuona la commovente grandezza dell’amore.

Sembra che la vera etimologia dell’amore sia a-mors (senza morte), perché mentre tutti prima o poi subiremo il trascorrere inesorabile del tempo, in quanto esseri umani, l’amore, invece, non verrà scalfito, neppure dalla morte stessa.

 

 

 

 

 

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Sento di essere veramente me stessa solo quando mi spoglio della responsabilità di esserlo

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